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Vuoi diventare un amichevole Spider-Man di quartiere?

Hanno ucciso l’uomo ragno…

La testardaggine di Peter lo porta a guai ancora più grandi. In seguito a varie vicende, ignorando i richiami di Iron Man, Parker prende una bella scossa quando affronta il capo dei trafficanti d’armi: Vulture.

Durante un duro scontro su un traghetto, la nave viene squarciata in due per colpa di errore di calcolo del nostro amico Spidey. Se non fosse stato ancora una volta per l’intervento di Tony, sarebbe finita molto male per le persone a bordo. E questa è stata l’ultima goccia.

Dopo tutti i richiami di Tony, Peter paga il prezzo delle sue azioni con una severa punizione: la restituzione del costume.

Il ragazzo, amareggiato, dice a Stark che se gli toglie il costume, tornerà ad essere una nullità:

Peter: “La prego Signor Stark, sono niente senza il costume!”

Tony: “Se sei niente senza il costume, non dovresti averlo!”

Questo fa davvero riflettere. Non sono le nostre etichette che ci definiscono. Ad esempio: un animatore non si definisce dalla maglietta che porta, ma dall’anima che mette nel servire i più piccoli. Una laurea in medicina non definisce l’essere un medico, ma è il modo in cui va incontro ai pazienti che fa la differenza. Un cristiano non è definito dal suo rispettare precetti o dal suo vivere la religione esteriormente, ma da quanto cuore mette in ciò che fa.

L’abito non fa il monaco, questo lo sappiamo, no? Quindi, potremmo dire che bisogna essere monaci dentro, a prescindere dall’abito. Ma allora, cosa bisogna fare per vivere il proprio costume “senza costume”?

Ritorno a casa

Senza la tuta, Peter si sente sconfitto, getta la spugna nella sua lotta contro il crimine. Comincia a dedicarsi allo studio, stando vicino ai suoi amici e alla zia May. La noiosa quotidianità prevale sul nostro giovane amico, ma questo non riesce a fermarlo dall’ultima battaglia: contro Vulture e se stesso.

Peter torna a combattere, indossando la sua prima tuta, composta semplicemente da: spara-ragnatele, pantaloni azzurri, felpa e passamontagna rosso. Nient’altro. Questo costume segna un ritorno a ciò che aveva perso di vista: l’essenziale.

La consapevolezza arriva quando il nostro bimbo-ragno, in un momento di difficoltà contro Vulture, vede il suo riflesso in una pozzanghera. In questo gioco di riflessi, Peter capisce che non è il costume a definire il suo essere Spider-Man, lui è Spider-Man! E questo segna il suo ritorno a casa.

Il troppo entusiasmo ci fa perdere di vista l’essenziale nelle cose. Provoca in noi una sorta di ubriachezza, che ci fa perdere di vista la motivazione principale del nostro servire gli altri. Ma è nella semplicità che ritroviamo quell’aria di casa, quella sensazione di paradiso, quel regno dei cieli in mezzo a noi. E non c’è casa migliore di quella costruita sulla roccia dell’umiltà.

Peter ritrova se stesso, comprendendo che nonostante lui sia Spider-Man, resta comunque un adolescente di quindici anni, bisognoso di crescere. E che bisogna partire dal basso per imparare a volare, super-poteri a parte. Accettando se stesso, Peter torna definitivamente e casa.

Essere un amichevole Spider-Man di quartiere

Ascoltando il cuore, facendo tesoro dei suoi sbagli, Peter riesce a risolvere la situazione una volta per tutte, agendo con prudenza. In seguito alla vittoria, Tony incontra Peter:

Tony: “Scusa per il costume, ma te la sei cercata. Il che dimostra che un amore severo era quello di cui avevi bisogno. Ti ha stimolato, non è vero?”

Il beneficio di un vero richiamo severo dà i suoi frutti nel tempo. È vero, un richiamo fa male ed è difficile da metabolizzare, ma se si accetta, si ottiene un grande tesoro: una profonda maturazione interiore.

Per quanto Peter abbia fatto errori grossolani, il suo essersi rialzato lo ha reso grande. Ma il compiacimento di Tony non si ferma ai complimenti. Quale modo migliore di premiare un adolescente dai super poteri, se non con un bel costume nuovo e invitandolo ad unirsi agli Avengers?

Eppure, dopo tutta la strada fatta, la sofferenza superata e il traguardo finalmente raggiunto, Peter risponde saggiamente:

Peter: “Grazie Signor Stark, ma sto bene così. Preferisco stare con i piedi per terra per un po’. Sarò l’amichevole Spider-Man di quartiere. Qualcuno deve badare alla gente comune.”

Ed ecco qualcosa che spiazza. Il passaggio dal bimbo-ragno al vero Uomo-Ragno. La consapevolezza che si è grandi solo quando si diventa piccoli, servendo gli ultimi. È la capacità di rendere straordinario l’ordinario che rende dei “super-eroi”. Per questo l’entusiasmo non è una cosa negativa, bisogna solo saperlo incanalare nel modo corretto.

Peter non ha perso il suo entusiasmo, lo ha plasmato, unendo il cuore e la mente. E ogni volta che lo perderà, sarà la prossima persona da salvare che rinfrancherà il suo cuore.

E anche noi, come cristiani, come popolo di risorti chiamati a portare gioia nel mondo, possiamo essere… degli amichevoli Spider-Man di quartiere!

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