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(Video) Il sentiero che conduce all’Uno

Comunicazione. Siamo sempre in continua comunicazione con qualcuno. Ogni giorno costruiamo ponti per comunicare con il fratello che ci sta accanto. Ma realizzare un ponte necessita anche di un certo studio, di una preparazione, soprattutto quando si va incontro a linguaggi diversi dai nostri. E a quel punto, comunicare diventa una vera e propria sfida. Sfida che, purtroppo, spesso perdiamo.

La storia dell’umanità è piena di guerre, conflitti e disaccordi. Da dove nasce il tutto? Perché l’uomo sceglie il conflitto e non il dialogo? Perché crede che la forza bruta sia l’unico modo per comunicare la propria superiorità. È l’unica maniera che conosce per gridare all’altro: “Io ho ragione!”. Che sia per interesse economico, per ideologia, per differenze culturali, religiose o razziali, l’uomo ha sempre quella costante paura del diverso. Quella paura che gli fa credere che egli sia un nemico da annientare. 

C’è allora qualcosa che può fare la differenza? Camminare sulla strada del bene comune, quella strada che ogni creatura di Dio può seguire, se ascolta il proprio cuore. Ognuno è prezioso e ognuno ha la propria dignità: questo vale per tutti. Come uomini e donne che abitano su questa terra, siamo chiamati a camminare insieme ai fratelli diversi da noi, senza mancare di rispetto e senza prevaricare l’uno sull’altro. 

Dio ci ha resi diversi, perché l’amore vero si mostra solo con il diverso. Per questo Gesù stesso ci dice che non ha senso amare solo chi ci ama, o per meglio dire, solo chi è uguale a noi. Quel “nemico” da amare è il fratello straniero, il diverso da noi e non solamente chi ci fa del male (Mt 5, 44-45). Ed è ciò che il video di oggi vuole dirci. 

Mi indicherai il sentiero della vita

Realizzato dalla Zain, un’azienda di telecomunicazione conosciuta in Medio Oriente, “Il sentiero che conduce all’Uno” è uno spot pubblicitario, al cui centro c’è una storia di amicizia. Un’amicizia tra una bimba cristiana e una musulmana, che vuole essere provocatoria per tutte quelle chiusure mentali che soffocano la via del bene comune. 

Conosciamo bene la delicatezza di questo tema, però crediamo fortemente che, come cristiani, non siamo chiamati ad essere prevaricatori o detentori assoluti della verità. Non vogliamo dire che le religioni siano tutte uguali. È vero che ci sono delle differenze, ma al tempo stesso ci sono anche delle ricchezze. 

Per questo non dovremmo più dare retta a chi fomenta questo continuo odio e cominciare a ragionare di vero cuore. E questo vale per tutti: possiamo camminare insieme per la strada del bene comune. Può esserci un profondo dialogo con le altre religioni, se tutti manteniamo il cuore aperto e restiamo umili. Solo così comunicheremo correttamente e percorreremo quel sentiero che condurrà all’Uno.

“Il dialogo di cui abbiamo bisogno non può che essere aperto e rispettoso, e allora si rivela fruttuoso. Il rispetto reciproco è condizione e, nello stesso tempo, fine del dialogo interreligioso: rispettare il diritto altrui alla vita, all’integrità fisica, alle libertà fondamentali, cioè libertà di coscienza, di pensiero, di espressione e di religione.” (Papa Francesco)

L’amore di Dio va al di là della razza, religione, colore della pelle e dell’orientamento sessuale. E il nostro dove si ferma?

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