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Vangelo della Domenica: la gioia di operare nella messe

Il Vangelo di questa 14° Domenica del tempo ordinario, si apre con Gesù che manda settantadue discepoli ad annunciare il Regno di Dio. È il mandato di coloro che hanno incontrato Cristo, ne hanno fatto esperienza e hanno scoperto la gioia vera. È la gioia che deve muovere ogni cosa nella vita del cristiano. Senza la gioia, come si può annunciare Cristo agli altri?

Spesso capita di confondere la gioia con l’allegria, quando in realtà essa è la consapevolezza di non essere soli nell’attraversare le strade tortuose della vita. Gesù fa una richiesta prima di congedare i discepoli: pregare il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe. Ma cosa vuol dire esattamente?

La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai

La messe rappresenta simbolicamente l’umanità intera, bisognosa di essere raccolta con amore da Dio. Ma con pochi operai, come si può effettuare questa raccolta? Servono più braccia, più persone disposte a cooperare per quest’impresa. Da dove partire? Dalla preghiera, dice il Signore. E chi sono questi operai della messe? I nostri sacerdoti!

Sono coloro che hanno sentito forte la chiamata di Dio dentro di sé e che hanno scelto di seguire Cristo in tutto. Che spezzano quotidianamente la Parola per il popolo di Dio e che si lasciano usare da Cristo, attraverso i sacramenti. Sono uomini chiamati ad essere come il dito del Battista, colui che gridava: «Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!». Senza i sacerdoti, non avremmo potuto avere Dio così vicino.

Certo, purtroppo nella storia dell’umanità non sono mancati uomini di Dio che hanno trasmesso ben altro, rispetto al Vangelo. Persone che hanno portato scandalo, provocando ferite profonde negli altri e nella Chiesa stessa. Fratelli che si sono lasciati schiacciare dal peso della propria fragilità, che hanno ceduto alle tentazioni del mondo, lasciando che cupidigia e quant’altro vincessero sulla loro vocazione.

Sappiamo che ci sono ancora sacerdoti che non danno il buon esempio, ma è altrettanto vero che nel mondo esistono anche quelli che veramente seguono Gesù Cristo con carità e spirito di servizio. Veri innamorati di Dio. Purtroppo, spesso si fa di tutta l’erba un fascio, guardando solo la zizzania e ignorando il grano. D’altronde, non è forse vero che il male fa rumore e il bene cammina in punta di piedi?

Pregare il Signore della messe

In ogni caso, ogni ministro di Dio è prezioso agli occhi suoi, anche se è un peccatore incallito. Per questo dobbiamo pregare affinché il Signore possa guidare i nostri sacerdoti, custodirli e rafforzarli, soprattutto quando la notte invade la loro vita.

Per quanto possiamo avercela con alcuni preti, non si può negare il fatto che senza di loro non avremmo ancora oggi il dono dei sacramenti. Quanta grazia passa attraverso quelle mani benedette? Nonostante la loro fragilità, dobbiamo ringraziare Dio per la sua misericordia infinita. Se Dio tenesse conto dei peccati degli uomini, come avremmo potuto avere la grazia dell’Eucarestia, dell’assoluzione ricevuta con la Confessione e molto altro?

Gesù ci chiede di pregare il Padre, affinché possa suscitare nuove vocazioni e donarci sacerdoti santi. Pregare per i tanti giovani che sono chiamati da Dio ad una missione di gioia e pregare per i nostri sacerdoti, affinché siano sempre custoditi in essa.

E noi?

Con il Battesimo, tutti abbiamo ricevuto l’investitura di sacerdoti, re e profeti. Ognuno di noi è in grado di annunciare la Parola di Dio con la propria vita e di intercedere per gli altri con la preghiera.

Per questo, cari lettori, questa Domenica il Signore ci invita a pregare sempre per i nostri ministri e ad andare anche noi incontro ai fratelli con semplicità di spirito, annunciando la pace e la bellezza di un Dio che ama senza limiti. Con la nostra vita, portiamo a chi è nelle tenebre la gioia che Dio ci ha donato.

Ogni gesto d’amore compiuto deve essere per noi un segno di ringraziamento a Dio per tutto quello che abbiamo ricevuto da lui. I nostri nomi sono scritti in cielo e non saranno mai cancellati, perché siamo amati! Può mai esserci una gioia più grande di questa?

Buona Domenica a tutti!

Giuseppe

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