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Santissima Trinità: 3 parole da ricordare

Grazie è la prima parola gradita

Con la consapevolezza di essere stati creati per la relazione e quindi come riflesso di quell’amore trinitario; con la bellezza di appartenere a quel Dio che è amore, che ci ha resi figli grazie al Battesimo e alla comunione con la Madre Chiesa, come non provare un senso di gratitudine per tutto questo e per molto altro ancora?

Avete presente quel brano del Vangelo in cui i dieci lebbrosi chiedono a Gesù di essere guariti? Che fine fanno una volta ottenuto il miracolo? Puff! Spariti nel nulla, ad eccezione di uno solo di loro, che torna indietro a ringraziare. Se dovessimo ricevere un premio per tutti i grazie non detti a Dio, saremmo pieni di medaglie d’oro e di trofei. Meno male che il nostro Dio è grande nella sua misericordia e che non ragiona come noi.

Sappiamo bene cosa vuol dire non ricevere un grazie meritato. E Dio quanti se ne merita? Qualcosa che può offuscare la nostra gratitudine è la sofferenza che magari stiamo vivendo. Uno dei frutti di quel male ricevuto, che ha chiuso il nostro cuore alla gratitudine. Quella costante lamentela per ciò che non si ha, che non ci permette di vedere invece ciò che è rimasto. Chi non cade in questa trappola? È normale, non possiamo farcene una colpa. Fa parte della nostra fragilità e Dio lo sa bene. 

Ringraziare: è il primo passo da fare per poter donare un sorriso a Dio. Ciascuno di noi, se scruta con attenzione la propria vita, può riuscire a trovare dei motivi per ringraziare Dio. Possiamo ringraziarlo per qualcosa di grande o per ciò che a prima vista diamo per scontato. 

La Solennità della Santissima Trinità ci ricorda anche questo elemento, essenziale per la nostra fede: la conversione si realizza nella misura in cui viviamo questa gratitudine in pienezza.

Allora, cosa spinge l’uomo a seguire Dio? La consapevolezza di essere amati e la gratitudine che muove il cuore a ricambiare questo amore. Ciò permette la conversione e fa crescere nell’umiltà.

Tre parole in un unico gesto

Quindi, come possiamo racchiudere insieme il mistero d’amore della Trinità divina e le tre parole che abbiamo analizzato? Con il Segno della Croce!

Se ci facciamo caso, è il gesto per eccellenza, che ci accompagna da quando eravamo piccoli. Spesso lo compiamo in maniera frettolosa, meccanica, a volte fuori luogo, come un gesto scaramantico e chi più ne ha, più ne metta.  Tre passi: testa, cuore e spalle (niente bacio finale alla mano, occhio che vi vediamo!).

Esso ci distingue ed esprime tutto ciò di cui abbiamo parlato finora: la Trinità divina alla quale apparteniamo, con cui ci relazioniamo e che al tempo stesso ringraziamo. “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, il tutto racchiuso in un unico gesto, che dovremmo compiere con più consapevolezza ogni giorno. È la nostra carta d’identità cristiana. Segno di riconoscenza dei figli di Dio, di coloro che credono in Colui che con amore ha dato la sua vita per la salvezza dell’umanità.

Con questo simpatico video di Padre Mike, vogliamo augurarvi di vivere in pienezza la Solennità della Santissima Trinità, portando nel cuore queste tre semplici parole: relazione, accoglienza e ringraziamento.

P.s. Un grazie di cuore per tutto l’affetto mostratoci dopo aver ascoltato la nostra storia, Intrecci di Luce.

Per ulteriori chiarimenti, contattateci senza esitazione nell’apposita sezione qui sul sito, oppure sulla nostra pagina Facebook!

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