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Maria, la discepola perfetta

A chi bisogna volgere lo sguardo quando si cerca un modello perfetto di santità?

Certo… La Chiesa è ricca di Santi che accompagnano con la loro preghiera e testimonianza il nostro cammino verso la patria del Cielo. Ma quale Santo non ha avuto Maria come modello perfetto di santità e di abbandono totale nella fede?

Maria è la discepola perfetta alla scuola del Vangelo, colei che ha saputo mantenersi salda e umile di fronte alle prove della vita. È perfetta non solo perché esente dal peccato originale, ma anche per la sua fede nell’abbandonarsi alla volontà del Padre.

“Rallegrati piena di grazia…”

Con Maria la storia della Salvezza inizia a compiersi:

“Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.” (Lc 1,26-38) 

Fiumi di libri sono stati scritti su questa pagina del Vangelo di Luca. L’angelo annuncia a Maria che è stata scelta da Dio per compiere ciò che Israele attendeva da anni: essere la madre di colui che avrebbe regnato sul trono di Davide, il Messia.

Maria è esente dal peccato, ma non dalla paura. Al sentire quelle parole il dubbio l’ha assalita:

«Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».

È il dubbio di ognuno di noi, quando ci troviamo ad essere chiamati a qualcosa di nuovo e soprattutto di inaspettato. È quel momento in cui i nostri schemi mentali crollano, insieme a tutti i nostri progetti. “Come posso concepire un figlio?”, Maria pensa. È in questo momento che avviene il salto di qualità. È qui che entra in gioco la fede.

Se ci pensiamo, spesso queste domande ce le poniamo anche noi: “Com’è possibile che Dio mi stia chiedendo questo? Come avverrà? Perché proprio io? Ci saranno sicuramente degli ostacoli, come potrò superarli?”.

“Nulla è impossibile a Dio…”

L’angelo consola Maria, spiegandole come Dio agirà in lei:

«Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Avessimo anche noi questa grazia di sapere come Dio agirà nella nostra vita! Ma è anche vero che per quanta poca fede abbiamo, saremmo capaci di mettere in dubbio anche la più grande manifestazione. E a Dio interessa la nostra fede, il nostro fidarci di lui, non il nostro sentirci pieni di certezze assolute. Quello che possiamo fare nel nostro cammino di fede, è cercare di imitare Maria nel saperci abbandonare alla volontà di Dio. Crescere nel Timor di Dio, pregando per chiedere un aumento della nostra fede, così avremo la forza necessaria per rispondere come Maria:

«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

È incredibile come un semplice sì abbia cambiato la storia dell’umanità. È da quel sì che la salvezza è scesa sulla terra, attraverso il grembo di Maria. Come non volgere lo sguardo a lei quando le situazioni della nostra vita ci sembrano troppo grandi per noi? Lei ci insegna come l’abbandono continuo alla volontà del Padre sia l’unica strada da percorrere, in particolar modo quando la sofferenza bussa alla nostra porta. È nella preghiera che apriamo le porte alla grazia. Non possiamo affrontare questa vita se la preghiera non è al centro di essa. Maria è donna di preghiera perfetta, in una continua relazione d’amore con Dio.

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