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L’essenziale che in Quaresima dimentichiamo

Digiuno non di solo pane…

Digiunare è fondamentale nella vita del cristiano. La rinuncia a qualcosa porta grandi benefici spirituali. Non si tratta semplicemente di rispettare il precetto di non mangiare carne il Venerdì, ma anche di saper rinunciare a ciò che non ci sta dando un beneficio. Non si tratta di rinunciare solo a cose materiali come il cellulare, il televisore, le sigarette, il caffè o altro. Ma possiamo ridurre il digiuno solo a queste cose? E se iniziassimo a digiunare partendo da qualcos’altro?

Potremmo digiunare dalle lamentele, dai linguaggi volgari, dalla malizia, dal giudicare, da tutte quelle azioni sbagliate che nascono dalle cattive intenzioni. Oppure potremmo rivedere i nostri atteggiamenti nei confronti degli altri. Potremmo rinunciare ad interrompere qualcuno mentre sta parlando, esercitando così l’ascolto. Oppure ringraziare di più, rinunciando a dare per scontato ciò che riceviamo. E ancora, perché non conoscere meglio quel fratello che ci sta antipatico, mettendo da parte i fastidi?

Per questo bisogna ricalibrare il tiro dei nostri digiuni, mettendoli in pratica in maniera diversa. Ognuno di noi ha la propria storia, il proprio vissuto e sa bene ciò che porta nel cuore, insieme alla consapevolezza (o quasi) dei propri peccati. Gesù stesso ci dice che è impuro quello che esce e non quello che entra. Rinunciando allo stesso tempo otteniamo. E cosa otteniamo? Non solo ne usciamo più temprati nello spirito, ma avremo anche una comunione più profonda con il Padre e con i fratelli.

Preghiera, non parole vuote…

La preghiera è il ponte da attraversare per arrivare al cuore di Dio. Senza di essa, la nostra anima è destinata a seccare, come una pianta in un arido deserto. Gesù sottolinea a parole l’importanza della preghiera, praticandola egli stesso, come riportato nei Vangeli. Se lo faceva anche lui, perché noi non dovremmo farlo?

Il mondo della preghiera è davvero molto vasto. Esistono tantissimi stili di preghiera, con le loro modalità e i loro benefici. Ma cosa rende una preghiera vera? La moltitudine delle formule? La perenne concentrazione? L’impeccabilità? La durata? Senza dubbio tutte queste cose hanno la loro importanza, ma la vera preghiera è dettata unicamente da un cuore umile e sincero.

Possiamo recitare tantissimi rosari, fare molte novene, partecipare a tanti momenti di preghiera, ma se non viviamo tutto questo con cuore sincero, a ben poco servirà. Capita a volte di dimenticare cosa sia la preghiera, soprattutto quando diventiamo scrupolosi spiritualmente, oppure pensiamo che sia necessario praticarla il più possibile per ottenere chissà quale grazia. Solo un cuore sincero percorre la giusta strada, grazie all’umiltà e alla semplicità.

Potremmo provare, durante questa Quaresima, a vivere una preghiera più semplice e meno schematica. Proviamo a dialogare con Dio come se parlassimo al nostro migliore amico. Evitiamo di perderci nelle nostre mille richieste e godiamo di quel tempo per tirar fuori ciò che abbiamo dentro. Adesso come ci sentiamo? Diciamoglielo. Cose ci fa star male? Sfoghiamoci davanti a lui. Qualcosa ci turba profondamente in questi giorni? Lasciamoci andare a lui.

A volte basterebbe un semplice momento di silenzio, in cui lasciarsi guardare da lui. Anche in questo modo la nostra anima si accosta alla sorgente della grazia. San Francesco d’Assisi spesso pregava con una sola parola: “Padre…”, un chiaro esempio d’amore coltivato nell’abbandono fiducioso del figlio nelle braccia del Padre. Come il poverello d’Assisi, così anche noi possiamo vivere questo tempo di grazia per crescere nella relazione con il Padre.

Quaranta giorni per avvicinarci di più…

Preghiera, elemosina e digiuno sono le tre carte vincenti che ci aiuteranno a preparare il cuore al mistero della Pasqua. Non temiamo se alcuni impegni non riusciremo a portarli a termine. La caduta fa parte del cammino di fede. Anzi, essa è occasione per sperimentare ancora di più la misericordia di Dio.

Se riteniamo di non essere in grado di portare avanti un impegno per quaranta giorni, proviamo a procedere a piccoli passi. Ogni giorno scegliamone uno e viviamolo. Perseveriamo nei giorni a seguire con questo impegno e se riteniamo opportuno cambiarlo, o vogliamo prenderne un altro in aggiunta, siamo liberi di farlo. L’importante è non dimenticare l’essenzialità: vivere tutto con un cuore umile e nel segreto.

Buon cammino di Quaresima a tutti voi!

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