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L’essenziale che in Quaresima dimentichiamo

È tempo di grazia per noi…

Come già sappiamo, la Quaresima è il periodo che ci prepara al culmine della liturgia cristiana: la Pasqua. Per essere pronti a questo evento, in cui riviviamo il mistero della morte e resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, la Chiesa ci invita a rafforzare il cammino di fede attraverso la pratica della preghiera, del digiuno e dell’elemosina.

È il tempo dei Venerdì di astinenza dalla carne e della penitenza. Tempo di grazia, in cui poter cambiare strada e accostarsi un po’ di più alla misericordia di Dio. Tempo per vivere la stessa esperienza del popolo d’Israele, che attraversò il deserto verso la Terra Promessa. Ma qual è la chiave per vivere una Quaresima nella maniera corretta?

Il Vangelo del Mercoledì delle ceneri ci fornisce chiare indicazioni su come dovremmo vivere questo tempo di grazia:

“In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».” (Mt 6,1-6.16-18)

Ciò che principalmente viene messo in evidenza in questo brano, è l’invito a sondare bene le intenzioni del nostro cuore quando preghiamo, digiuniamo e ci spendiamo per gli altri. È il richiamo a non fare tutto solo per ostentazione, a non praticare la carità per sentirsi superiori agli altri.

A cosa serve vivere la Quaresima solo esteriormente, senza ottenere nessun tipo di cambiamento interiore? Se vogliamo che questo periodo ci cambi davvero, bisogna ricordare due semplici parole che ci ha lasciato Gesù: nel segreto.

Elemosina, dono del proprio cuore…

Quando si parla di elemosina, si pensa immediatamente ai poveri a cui donare qualcosa di materiale. Non c’è nulla di sbagliato in questo, anzi, siamo chiamati a prenderci cura di chi non ha il necessario per vivere. Ma bisogna anche dare sostegno ad altri fratelli in difficoltà: un parente malato, un ragazzo che ha bisogno di aiuto nello studio, una coppia che sta attraversando un periodo di crisi, una comunità che manca di responsabili, ecc… insomma, è importante allargare gli orizzonti del cuore per trovare qualcuno che ha bisogno della nostra vicinanza.

La vera elemosina è quella che viene dalle mani di chi conosce la propria miseria e, nonostante tutto, cerca di dare ciò che può agli altri. Anche se si trattasse del semplice ascolto silenzioso verso un fratello che soffre, questa è la vera elemosina gradita a Dio: quella in cui si dona per amore dell’altro e non del proprio io.

Ma c’è anche un altro tipo di elemosina: il prendersi cura di se stessi. È importante non trascurare questa dimensione spirituale. Abbiamo dimenticato che Gesù Cristo ci esorta ad amare gli altri COME amiamo noi stessi? Questo è il tempo favorevole anche per fermarci e ritrovare chi siamo.

È l’occasione per ritagliarci un po’ di tempo per rivedere tutta la nostra vita, i passi fatti, le ferite che portiamo dentro e molto altro ancora. Possiamo provare a crescere nella gratitudine, oppure metterci in ascolto dei moti del cuore, cercare quei sentimenti irrisolti che inconsapevolmente influenzano la nostra vita. Forse è arrivato anche il momento giusto di perdonarci per qualcosa… non potremmo fare a noi stessi un regalo migliore.

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