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Le ragioni della gratitudine

Chi sono io per giudicare l’altro?

“No, allora, così non va… un articolo su Lady Gaga in un sito cattolico non si può proprio vedere!” Perdonateci, ma affermazioni come questa in realtà non rispecchiano il nostro pensiero. Quando suggeriamo l’ascolto di canzoni o ne riportiamo estratti per noi significativi, non stiamo automaticamente elevando il cantante di turno a modello di vita assoluto. La scelta degli esempi, famosi o meno, a cui ispirarsi spetta solo alla coscienza individuale. Il nostro intento è esclusivamente quello di indicare un messaggio che, perché no, può suscitare riflessioni inedite nel quotidiano.

Un’ulteriore precisazione è necessaria, a nostro avviso. Un personaggio può piacerci o meno, realizzare contenuti di nostro gradimento oppure no, promuovere messaggi che condividiamo o disapproviamo… ma questo non ci autorizza ad emettere giudizi sulla sua persona. Non ne conosciamo infatti fino in fondo i veri pensieri, la storia di vita, né sappiamo se e quanto il suo lavoro venga influenzato dalle logiche del mondo dello spettacolo. Non è semplice tenere in considerazione tutto questo, forse siamo ormai troppo abituati ad identificare il “personaggio” con la “persona”. Però crediamo fermamente che sia necessario, da parte di ciascuno, esercitarsi al rispetto in ogni contesto. Ci insegna San Giacomo Apostolo:

«Se qualcuno ritiene di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana» (Gc 1,26)

Un milione di ragioni per mollare…

Verso la fine del 2016, Lady Gaga lanciava in tutto il mondo la sua canzone “Million reasons”. Poco prima usciva l’album “Joanne”: il titolo è una dedica alla sorella del padre, che non ha mai conosciuto, in quanto scomparsa a soli diciannove anni. Per capire qualcosa in più sulla vicenda, suggeriamo la visione del documentario “Gaga: Five Foot Two”, prodotto da Netflix. Specifichiamo che è necessario accostarsi a questo contenuto con le opportune criticità, osservandolo con buon senso per trarne le adeguate conclusioni. A nostro avviso, ne emerge un ritratto piuttosto “quotidiano” della cantante, fatto di spontaneità, ma anche di irrequietezza e solitudine, che persino chi è famoso come lei si trova ad affrontare. Aggiungiamo che, dal documentario, è possibile cogliere qualche elemento inedito sulla persona che si cela dietro ai lustrini, alla stravaganza, alle provocazioni del personaggio.

Ma torniamo al nostro tema, il brano “Million reasons”. Tra le sue note, emerge la sofferenza per la fine di una relazione importante, per il dubbio se valga la pena portare avanti un progetto, per i paralizzanti circoli viziosi da cui è complicato uscire, per l’aver perso fiducia nel prossimo. Perché non si può ricevere una soluzione a tutti i problemi, con un semplice schiocco di dita?

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