LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online

Se non si ottiene ciò che si vuole, che senso ha la preghiera?

Signore, non ne posso più!

Che senso ha pregare? Quando attraversiamo periodi difficili, dentro il nostro cuore comincia ad emergere un dubbio: ha senso continuare se le cose non cambiano?

Offriamo mille preghiere, rosari e Messe, eppure nessun miracolo viene a risolverci i problemi… niente… restano solo la paura e il dolore che continuano a massacrare le nostre giornate, senza guardarci in faccia.

Dove stiamo sbagliando? Nel recitare formule senza cuore? Nel pregare poco? Nell’aver compiuto qualche peccato così grave da aver bloccato la grazia di Dio? 

No… la verità è un’altra: quando pretendiamo che dalla preghiera debbano scaturire i miracoli di Dio, come se fosse un distributore di caramelle, siamo totalmente fuori strada e rimaniamo solo delusi. E di questo Dio non ha colpa. C’è allora da chiedersi:

Preferiamo un Dio che condivide il nostro dolore o un Dio che ci evita il dolore? (Paolo Curtaz)

Dio i problemi non li toglie, ma ci da la forza di combatterli. È difficile accettare questa realtà, ma la preghiera resta comunque un elemento fondamentale per affrontare ciò che ci affligge.

Cambio di prospettiva

La preghiera cambia per prima cosa il nostro cuore. Purtroppo, spesso sottovalutiamo questa forza e ci piangiamo addosso, lasciando che la paura, il dolore e la rabbia prendano il sopravvento. 

È vero che non sempre si ottiene ciò che si vuole. Ci sono momenti in cui ci si sente crollare il mondo addosso. Tempi in cui si è creduto in un sogno che per vari motivi non è stato possibile realizzare. Questa sofferenza possiamo considerarla un bene? Oppure è solo un male? È un progetto di Dio o solo conseguenza del limite umano?

Per questo abbiamo bisogno di preghiera. Essa è acqua che disseta la nostra anima, anche quando non abbiamo sete. È Luce anche quando il cuore è culla della tenebra più fitta. E, per quanto sia difficile, bisogna continuare ad accostarsi alla fonte della grazia, nonostante le cose vadano male e non se ne abbia voglia. 

Quando si soffre, pregare diventa pesante. Capita spesso di non avere quella spinta interiore a recitare un rosario o un Padre Nostro. Ma il bello della preghiera è proprio che ogni cosa può diventare preghiera, anche il nostro sofferto silenzio.

Al di là delle belle formule, delle preghiere che nostro Signore Gesù Cristo, i Santi e la Santa Madre Chiesa ci hanno donato, la preghiera prende forma in tantissimi modi. Può essere fatta anche con uno sguardo, un pensiero, una parola, con la fatica del giorno, con lo studio, ecc… c’è sempre un modo per pregare, perché tutto può diventare un ponte di dialogo con il Padre.

La potenza della preghiera

Oggi vogliamo proporvi anche questo nuovo video, in cui Padre Mike espone in maniera chiara perché è necessario pregare, sottolineando i frutti spirituali che la preghiera porta nella nostra vita.

In conclusione di questo nostro articolo, vi lasciamo una bellissima preghiera del teologo protestante Reinhold Niebuhr:

«Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso,

e la saggezza per conoscerne la differenza.

Vivendo un giorno per volta;
assaporando un momento per volta;
accettando la difficoltà come sentiero per la pace.

Prendendo, come Lui ha fatto, questo mondo peccaminoso così com’è, non come io vorrei che fosse.
Confidando che Egli metterà a posto tutte le cose, se io mi arrendo al Suo volere.
Che io possa essere ragionevolmente felice in questa vita,
e infinitamente felice con Lui per sempre nella prossima.» (Preghiera della serenità.)

E voi, cosa ne pensate? Diteci la vostra in un commento!

Per ulteriori chiarimenti, contattateci senza esitazione nell’apposita sezione qui sul sito, oppure sulla nostra pagina Facebook!

Lascia un commento