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La chiave della perseveranza

On the road!

Immaginate la scena: l’assolata campagna siciliana, la genuinità della natura, il cielo incredibilmente azzurro, un viaggio in auto e un’immancabile radio accesa, che scatena il bisogno di cantare a squarciagola. Nel bel mezzo di questo scenario, ecco che partono le prime note di un pezzo, uno di quelli belli tosti, che rimangono in testa senza mai risultare banali. Un pezzo uscito da un po’, sentito già diverse volte, ma forse mai ascoltato fino in fondo. Parliamo della canzone “Una chiave”, del cantautore pugliese Michele Salvemini, meglio noto come Caparezza. Terminato l’ascolto, ecco l’illuminazione: “Questo brano è davvero bellissimo, dobbiamo assolutamente proporlo in parrocchia!”.

Riteniamo infatti che sia di una profondità ormai rara, che trasmetta quella grinta di cui spesso necessitiamo e che offra spunti interessanti anche per il cammino cristiano. È inoltre adattissimo all’ascolto dal post-Cresima in poi, quindi ad una fascia d’età decisamente ampia. Cominciamo subito!

Pronti… partenza… via!

Certamente, ciascuno si sente toccato in maniera differente dai versi di una canzone, in base al proprio vissuto, a ciò che ha più a cuore, al cammino che percorre. Per quanto riguarda noi, alcuni passaggi in particolare ci hanno colpiti molto:

«Potessi abbattere lo schermo degli anni ti donerei l’inconsistenza dello scherno degli altri»

quanto è difficile rimanere forti davanti alla paura dell’incomprensione dei superficiali…;

«Sei nato nel Mezzogiorno, però purtroppo vedi solo neve e freddo tutt’intorno, come un uomo Yeti»

l’egoismo, l’insensibilità, il cinismo, sono capaci di gelare il cuore degli uomini;

«Noi siamo tali e quali, facciamo viaggi astrali con i crani tra le mani, abbiamo planetari tra le ossa parietali»

in fondo, ognuno è simile all’altro in quanto sognatore, portatore di desideri e di infinite possibilità.

La chiave della fiducia

In questo brano, Caparezza esterna molto di sé, come ha dichiarato in diverse interviste. Racconta di qualcuno dalla grande sensibilità e profondità d’animo, che non riesce ad adattarsi in un mondo, invece, cinico e superficiale. Il cantautore si rivolge al se stesso ancora bambino per rassicurarlo, per invitarlo a non aver paura, perché alla fine riuscirà a superare tutte le sue difficoltà, perché c’è sempre “una chiave”, una soluzione ad ogni problema.

«Guarda tutto a posto, da quel che vedo invece tu l’opposto. Sono sopravvissuto al bosco ed ho battuto l’orco. Lasciami stare, fa uno sforzo e prenditi il cosmo. E non aver paura che… No, non è vero che non sei capace, che non c’è una chiave!»

Potremmo aggiungere che, per le complessità davanti alle quali talvolta ci pone la vita, una chiave può derivare solamente dall’imparare a convivere con esse nel modo più sereno possibile. Inoltre, una chiave può determinare anche la chiusura verso qualche situazione che non arreca del bene alle nostre giornate. Infine, come spiegato dallo stesso Caparezza, una chiave può consistere semplicemente nel tagliare con ciò che è ormai passato, nel lasciarlo indietro per poter andare avanti.

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