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Il coraggio di essere compassionevoli come il samaritano

Il Vangelo di questa Domenica ci ricorda questo profondo insegnamento: ogni cosa acquista senso nella misura in cui si riesce ad amare. Il samaritano che percorre la strada per andare a Gerico, mostra ancora una volta quel coraggio di fermarsi, di guardare gli altri con cuore aperto all’accoglienza e di prendersi costantemente cura di qualcuno, secondo il proprio limite. Con il passare del tempo, ci si rende conto che la vita acquista senso solo quando si sceglie di amare veramente.

L’amore riempie ogni vuoto

Ho vissuto molti anni della mia vita credendo di essere una persona che non merita di essere amata. Eppure, eccomi qua a parlare ancora una volta dell’amore di Dio e di come solo lui indichi il vero cammino che porta alla felicità. Da quando ho incontrato Cristo sulla strada della mia vita, non c’è giorno in cui non gli chiedo la forza di amare come lui fa con me. Di avere quel coraggio di guardare negli occhi il mio fratello, anche quello più fastidioso, nella speranza di riuscire a intravedere Lui.

Avessi sempre quel coraggio… invece spesso ho paura, soprattutto quando mi trovo davanti a certe situazioni in cui non so cosa fare. Ad esempio, quando incontro un bisognoso per strada. Il primo impatto spesso è negativo, fatto di una pietà mischiata al fastidio, alimentata al tempo stesso dal pregiudizio. E a quel punto, mi paralizzo e in piena confusione mi chiedo: che faccio? Gli lascio qualche spicciolo o tiro avanti, ignorandolo? 

A mente fredda, penso che invece dovrei sforzarmi di cambiare il mio sguardo, imparare a fermarmi e a dare qualcosa di più essenziale: un piccolo frammento di me. Ed è difficile. Potrei chiudere la cosa solo con il denaro, ma se non c’è la carità, non servirebbe a nulla.

La compassione che fa camminare il cuore 

Se qualsiasi gesto compiuto non è mosso dalla compassione, si è fuori strada e si rischia di vivere la carità solo da un punto di vista formale. Solo per sentirsi apposto con la propria coscienza. Ma l’attaccamento al principio, senza l’amore, uccide tutto.

Tutta la legge di Dio si potrebbe riassumere in due comandamenti:

«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». (Mt 22,37-40)

Amerai. Punto.

Invece, spesso si cerca di vivere alla perfezione i comandamenti, perdendo di vista le persone accanto a noi e Dio stesso. In realtà, si dovrebbe tenere a mente che i principi sono i principi e le persone sono le persone. Non ci si può ritenere nel giusto solo perché non si commettono peccati gravi e quindi sentirsi immacolati davanti a Dio. Non sono le tante preghiere, le devozioni, le messe, i fioretti, l’astinenza dai peccati e le buone azioni che salveranno la nostra anima. È il COME che farà la differenza.  

Il samaritano ci dà l’esempio di una vita “sporca”. Una vita fatta di azioni in cui si è stati capaci di entrare in contatto con la sporcizia dell’altro. Egli stesso ce lo mostra: entrando a contatto con il sangue di quel povero malcapitato, e per quei tempi era un atto di impurità, mostra il saper andare oltre i precetti, lasciandosi toccare dalla compassione vera. Quella compassione che fa entrare in empatia con la sofferenza del prossimo. 

È lo stesso amore che Dio ha nei nostri confronti. Per questo, Dio non ha paura di sporcarsi le mani con noi, né di farsi carico delle nostre sofferenze. Egli non ci abbandona mai, perché eterna è la sua misericordia. A Dio non fanno paura i nostre peccati e le nostre sporcizie. A Dio fanno paura i nostri no!

L’avete fatto a me

Cari lettori, in questa 15° Domenica del tempo ordinario chiediamo al Signore questo coraggio di sporcarci per il nostro prossimo. E per prossimo, egli intende tutti. Anche se abbiamo paura, anche se siamo presi da mille impegni, oppure pensiamo di non essere capaci o che la cosa non ci riguardi, ricordiamoci sempre quelle parole che Gesù rivolgerà ad ognuno di noi alla fine dei tempi: l’avete fatto a me.

Buona Domenica!

Giuseppe

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