LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online

Il canto e il coro: un racconto per riflettere (PARTE 1)

Pica si mise a piangere, perché non gli era rimasta neanche la speranza di poter morire. Mentre piangeva, improvvisamente, un’ombra lo sovrastò e chiuse gli occhi per non vedere come l’aquila lo colpisse col suo rostro mortale. Invece niente. Attese un poco, tremando di paura, poi riaprì piano piano gli occhi e con grande stupore vide che, invece del rapace pronto ad artigliarlo, gli si era posato vicino un uccello dalle piume variopinte. Grande più o meno come lui, ma le sue piume erano un alternarsi di splendidi colori.

«Perché piangi?», gli chiese in tono gentile.

«Sono disperato e non mi riesce neanche di morire», rispose singhiozzando.

«Vuoi morire di già? Ancora così giovane!», si stupì quello.

«A che serve essere giovani, quando si è infelici come me», rispose triste.

«Cos’è che ti rende tanto infelice?», chiese quello, incuriosito.

«I pica pica mi hanno cacciato via dallo stormo, perché non canto come loro e con la mia voce gli rovino i cori», rispose angosciato. Incuriosito, l’uccello dalle piume variopinte gli chiese: «Mi fai sentire come canti?». Pica, dopo aver faticato un poco per ricacciare indietro i singhiozzi, cominciò a cantare. Dapprima la voce gli venne fuori fievole, quasi vergognosa di sé, poi a poco a poco prese quota, divenendo sempre più bella e melodiosa.

«Ma tu canti come me!», lo interruppe quello, stupefatto.

«Ma no!», esclamò pica, incredulo.

«Si! Si! Proprio come me!», per rassicurarlo completamente, cominciò a cantare tale e quale a lui. Pica non seppe contenersi dalla gioia e lo abbracciò impetuosamente, gridando: «Che bello! Che bello! Non sono più solo a cantare così, adesso siamo in due!».

«In due? Siamo in tanti!», si affrettò a precisare l’uccello dalle piume variopinte.

«Come in tanti?», esclamò stupito pica.

«Si, siamo in tanti», insistette. «Nel bosco da cui provengo, tutti gli uccelli cantano così».

«Ti prego, portami in quel bosco, la mia vita ora dipende da te!», lo implorò pica.

«Quando vuoi partire?», gli chiese quello, bendisposto.

«Subito!», gridò pica.

«Andiamo, allora», disse l’uccello dalle piume variopinte, prendendo subito il volo.

Volarono ininterrottamente per un tempo indeterminato, perforando come saette uno spazio indefinito, e finalmente avvistarono in lontananza un bosco rigoglioso.

«È li che devi andare», disse l’uccello dalle piume variopinte.

«E tu non vieni?», chiese perplesso pica.

«No, io me ne torno indietro, conosco oramai troppo bene quel bosco e vado a cercarne altri», senza aggiungere altro, invertì la rotta, lasciandolo solo. Pica, un po’ deluso per l’inaspettato abbandono, si avvicinò sempre più a quel bosco che non conosceva e finalmente volò sopra le alte cime delle sue verdi piante. Sotto di sé si stendeva a perdita d’occhio una vegetazione lussureggiante, altro che la sua povera campagna, coperta soltanto di cardi, sterpi, rovi e radi mandorli. Vi si immerse entusiasta, posandosi infine su un albero immenso dai lunghi rami frondosi.

Qua e là volavano uccelli dalle piume variopinte, tutti indaffarati. Dai loro movimenti, ben presto s’avvide che anch’essi erano dediti allo stesso tipo d’incombenze dei pica pica. Cercavano affannosamente il cibo per i loro piccoli, dei ramoscelli per costruire e rinforzare i nidi, poi verso il tramonto tutti insieme si mettevano in parata sopra i lunghi rami delle piante ed iniziavano a cantare. Pica, ormai sicuro di sé, s’intrufolò sopra quei lunghi rami, si mise a cantare con loro e la sua voce si confuse perfettamente con quel coro.

Seconda parte del racconto in arrivo questo Venerdì, 26/07/2019!

Nel frattempo, siamo curiosi di conoscere le vostre prime impressioni su quanto proposto, vi aspettiamo nella sezione commenti!

Per ulteriori chiarimenti, contattateci senza esitazione nell’apposita sezione qui sul sito, oppure sulla nostra pagina Facebook!

Torna alla pagina precedente

Lascia un commento