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Giochi e baci: una storia per interrogarsi (PARTE 1)

Appena ritornate a casa, la piccola Anna, ridendo divertita, cantò subito la cosa alla mamma e al papà: «Marina si è fidanzata con Andrea!», disse cantilenando.

«Non ti porterò più con me!», la sgridò arrabbiata Marina.

«Chi è questo Andrea?», chiese la mamma.

«Lo conosco da quando veniamo qui ogni estate», rispose vagamente la ragazzina.

«E vi siete fidanzati?», chiese preoccupata.

«Si!», rispose semplicemente, come se fosse una cosa normale.

«Sei troppo piccola per queste cose», disse la signora.

«Ma come, quando ero davvero piccola, eri orgogliosa dei fidanzatini che avevo a scuola materna! Ti divertivi a raccontarlo alle tue amiche e ora che sono grande fai tutte queste storie!», disse risentita Marina.

La mamma, colta di sorpresa, non trovò subito cosa rispondere, poi disse banalmente: «Non sei abbastanza grande».

«Che significa? Allora perché ero bambina ti andava bene e adesso che sono più grande non ti va più bene?», l’incalzò.

«Allora era uno scherzo, adesso non so cosa sia!», rispose risentita la mamma.

«Per me non è uno scherzo, non lo era allora e non lo è neanche adesso!», ribatté Marina.

La signora cercò una risposta adeguata, ma non la trovò subito e la ragazzina andò a rifugiarsi nella sua stanzetta.

«Queste sono le conseguenze del farle sentire subito grandi», disse il papà, che era rimasto in silenzio.

«Che cosa intendi dire tu?», fece la moglie con una smorfia di sufficienza, intuendo già dove volesse andare a parare.

«Consentirle di togliersi i baffetti, che nemmeno si vedevano, e di depilarsi le gambe a neanche dodici anni, non mi è sembrata una cosa adatta alla sua età, come ti ho sempre fatto notare. Poi certo, si sentono grandi e autorizzate anche a fidanzarsi, non puoi dirgli niente!».

«Sei di un antico!», esclamò infastidita la signora.

«Sarò anche antico, ma comunque questi sono i risultati!», si difese l’uomo, ben conscio che il suo parere non contasse nulla.

Nel frattempo, anche Andrea ritornava a casa e non riusciva a credere di essersi fidanzato con Marina. Gli sembrava ancora un scherzo, ma i baci erano stati veri e la cosa lo esaltava alquanto. Ne sentiva ancora il disgusto e nello stesso tempo era orgoglioso di aver fatto una cosa del genere. In quei baci, soprattutto negli ultimi, aveva avvertito qualcosa di gradevole che piano piano gli era scesa nel cuore, fino a farglielo battere più forte.

Chiese, appena giunto a casa: «Mamma, come si capisce quando uno è innamorato?».

La signora lo guardò sorpresa: «Come mai questa domanda?», chiese a sua volta.

«Lo voglio sapere», disse il ragazzino, toccandosi il petto all’altezza del cuore.

«Cosa hai lì?», chiese la donna, a cui non era sfuggito il gesto.

«Ho come una piuma che si muove qui dentro», disse Andrea, tornando a sfiorarsi il petto.

«Ti sei innamorato?», rise divertita la donna. «Chi è questa fortunata?», domandò ironica.

«Si chiama Marina», rispose, deluso dal non sentirsi preso sul serio. «Ha fatto tutto lei. A me piace tanto e non so cosa fare».

«Sei il maschio e dovresti sapere cosa fare», disse la donna con distacco.

«Io non so niente!», rispose smarrito il ragazzino.

«Chiedilo a tuo padre», gli suggerì la signora. «Lui è pratico di queste cose!», aggiunse con sarcasmo.

«Quando lo vedo quello?», si chiese deluso, ben sapendo che da quando si erano separati, sul finire dell’anno precedente, suo padre si era quasi del tutto dimenticato della famiglia. Stava con un’altra donna, come aveva più volte sentito sibilare rabbiosamente dalla mamma. Parlando al telefono con le amiche, la qualificava come “quella lì”, aggiungendo poi tutta una serie di improperi e attributi irripetibili, soprattutto quando gli assegni di mantenimento tardavano ad arrivare.

Sconfortato, andò a chiudersi nella sua stanza (che poi non era solo sua poiché la condivideva con la mamma), pensando a quanto fosse sfortunato. Suo padre chissà dov’era e sua madre sembrava volersi vendicare su di lui, in quanto appartenente al genere maschile. Da quando era stata lasciata dal marito, lei odiava i maschi: «Il più pulito ha la rogna», non perdeva occasione di ripetere, ispirata dall’uomo a cui aveva regalato dodici anni della sua vita e con cui aveva fatto un figlio.

Seconda parte del racconto in arrivo Martedì prossimo, 03/12/2019!

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