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Giacomo e la superbia nella vita

Se pensiamo alla parola “futuro”, cosa ci viene in mente? Speranza? Progetti? Scelte? Paura? Insomma, la lista sarebbe davvero lunga. Viviamo in tempi in cui il futuro sembra essere sempre meno roseo. È come camminare avendo davanti una fitta cortina di nebbia che non accenna a sparire. Eppure, nonostante il pessimismo cosmico che aleggia in questi anni, non si smette di sognare, di fare progetti e di porsi degli obiettivi da realizzare.

L’uomo, nonostante l’amara realtà che ha davanti, è decisamente “testardo” nel perseverare e questo è un bene. Esistono ancora persone che lottano quotidianamente per concretizzare i propri sogni: realizzarsi nel mondo del lavoro, formare una famiglia, studiare per conseguire una laurea, dedicarsi ad uno sport, oppure vivere semplicemente una vita piena di avventure e di esperienze che lasciano il segno.

“La vita è bella”, dice un famoso film. Eppure essa è anche fragile. Così fragile da essere paragonata ad un castello di carte. È qualcosa che sfugge agli occhi pieni e l’apostolo Giacomo ci insegna qualcosa a riguardo:

“E ora a voi, che dite: «Oggi o domani andremo nella tal città e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni», mentre non sapete quale sarà domani la vostra vita! Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare. Dovreste dire invece: «Se il Signore vorrà, vivremo e faremo questo o quello». Ora invece vi vantate nella vostra arroganza; ogni vanto di questo genere è iniquo. Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato.” (Gc 4, 13-17)

Cosa vuole dire l’apostolo Giacomo in questo passo della Scrittura? Vuole spingerci a rinunciare ai nostri progetti? Oppure si tratta di qualcos’altro?

“Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore.” Sal 89,12

Cambio di prospettiva

Sono sempre stato un tipo molto ansioso. Da bambino ho sempre vissuto ogni situazione in un continuo ciclo di insicurezza interiore, in particolare quando si parlava di futuro. Credo che da piccoli si abbia un’opinione molto diversa della vita, fatta di semplicità, divertimento e spensieratezza. L’impatto con la realtà è, per un bambino, come uno schiaffo inaspettato, ma questo dipende molto anche da come la realtà gli viene presentata.

Negli anni seguenti, la paura mi ha sempre accompagnato in tanti modi: paura della sofferenza, della malattia, della perdita di ciò che mi era più caro, di non riuscire a farcela…

Sì, lo so… chi non ha mai provato ansia e paura? Tutti affrontiamo questa continua battaglia nel cuore. Ma come si può vincere questa guerra? Le armi sono davvero tante, dalle tecniche di respirazione, alla maggior consapevolezza di ciò che è o non è ancora accaduto, dal cercare di distrarsi, al fregarsene.

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