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Genesi: scienza… O fede?

Facciamo un po’ di chiarezza…

Quando ho iniziato il mio cammino di fede, il primo conflitto interiore che ho affrontato riguardava il rapporto tra scienza e fede. A cosa dovevo credere? Alla teoria del “Big Bang” o alla creazione del mondo narrata nella Genesi? Una volta un fratello cristiano mi ha detto: “Ma stai scherzando? Ovvio che il mondo è stato creato in sette giorni! Dio tutto può!”. Eppure quella risposta non mi bastava. Come può un cristiano credere sia nella Bibbia che nella scienza? Semplice! Guardando le cose dalla giusta prospettiva. Fortunatamente Dio ha messo sulla mia strada le giuste risposte, senza farmi cadere in fondamentalismi, grazie all’aiuto della mia guida spirituale e degli studi fatti. 

Si può credere in qualcosa al di fuori delle leggi della natura e dell’universo? Dio, che tutto può, ha creato l’universo imprimendo in esso regole autonome ed immutabili. La scienza ci aiuta a scrutare la natura e a scoprirne le leggi eterne. Ma il Dio che si è rivelato nella Bibbia attraverso un linguaggio umano, è lo stesso Dio che ha impresso nel creato leggi meravigliose ed immutabili; sta a noi scoprirle con l’aiuto della scienza, lasciando alla Bibbia il compito di svelarci il senso profondo dell’universo e della vita, cosa che la scienza non potrà mai fare.

“Abbiamo ricevuto il dono della ragione: usiamola!” Antonio Zichichi – Fisico

Quando noi cristiani leggiamo la Bibbia dobbiamo sempre tenere conto della giusta interpretazione da darle. Non possiamo prendere tutto alla lettera, cadendo così nel fondamentalismo. I libri che compongono la Bibbia sono da inquadrare tenendo conto di:

  • Contesto storico e culturale, ovvero quando sono stati scritti;
  • Limite umano, infatti sono di ispirazione divina, ma il loro autore materiale è l’uomo;
  • Provenienza linguistica, poiché la Bibbia che conosciamo è frutto di traduzioni da lingue antiche;
  • Generi letterari, perché anche nella Bibbia ne sono presenti molti, diversi tra loro.

Non voglio dilungarmi sul tema dell’interpretazione, ma ci tengo a chiarirlo in breve, perché purtroppo si può cadere facilmente in fraintendimenti di vario tipo.

“In principio, Dio creò il cielo e la terra…”

Tornando alla Genesi: il primo racconto della creazione (perché in realtà sono due), che inizia da Gen 1,1 e termina a Gen 2,4a, appartiene al genere letterario della saga. La saga è un ciclo di narrazioni incentrate su un particolare tema o personaggio, che può anche essere storicamente esistito, anche se i racconti delle sue gesta sono inverosimili. Bisogna approcciarsi alla Genesi non cogliendone solo il significato letterale, ma riconoscendo gli insegnamenti che essa vuole trasmettere. 

I racconti che leggiamo nella Genesi non vogliono spiegarci in maniera scientifica come è avvenuta la creazione, ma vogliono essere interpretati alla luce della fede. L’autore sacro cerca di dare una risposta e un senso alla creazione partendo da Dio, che è l’autore di ogni cosa, fino ad arrivare all’uomo, culmine della creazione stessa. In questo modo possiamo allora affermare che scienza e fede non sono nemiche, bensì complementari. 

“La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità. È Dio ad aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso.” San Giovanni Paolo II – Fides et Ratio

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