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E se un alce giudicasse i tuoi vizi?

Attento ai tuoi vizi…

“I giudizi dell’alce” è una mini-serie di sette episodi che affronta in maniera ironica il tema dei sette vizi capitali. Il protagonista di questa storia è Richard, uno studente universitario alle prese con una strana voce che lo richiama continuamente per le sue azioni sbagliate. Affiancato da Marta, una cara amica, Richard inizia così un percorso pieno di guai. Nel tentativo di fare colpo su una nuova ragazza, Richard vivrà una serie di eventi che lo renderanno più consapevole di ciò che è davvero importante.

Ogni episodio tratta di un vizio capitale. I vizi capitali non sono peccati speciali o particolari. I vizi sono atteggiamenti, comportamenti disordinati che diventano abitudini e che, se assecondati, ci portano lontani da Dio e dai fratelli. Vengono chiamati capitali perché sono a capo, ovvero alla radice di alcuni peccati. La serie è strutturata in modo molto semplice, adatto ad un target giovanile. I vizi non vengono affrontati in maniera troppo approfondita, ma ciascun episodio spiega comunque con chiarezza cosa sono e le conseguenze che producono.

Perché consigliamo questa mini-serie?

  • Innanzitutto perché è rivolta agli adolescenti e ai giovani;
  • Perché colpisce, presentando situazioni apparentemente comiche, ma con un profondo messaggio;
  • Infine, perché è adatta anche per introdurre il tema della coscienza.

Episodio 1 – Accidia

Inizia così la storia di Rich che, il giorno prima dell’esame, preferisce stare davanti alla Playstation… Ma ad un certo punto viene chiamato… Dalla testa di un alce! Comincia così un dialogo botta e risposta tra i due, in cui a spuntarla è sempre l’alce, ovvero la manifestazione della sua coscienza.

Questo episodio presenta l’accidia: è un vizio subdolo, legato alla pigrizia ma anche allo scoraggiamento, alla rassegnazione, è una specie di svogliatezza di vivere. L’accidia è lo sbadiglio dell’anima e colpisce le persone che hanno sofferto molto, che sono pessimiste o che hanno dovuto lottare contro ingiustizie che le hanno travolte (se non sono diventate iraconde!). Conduce a una vita senza spirito di iniziativa, senza speranza, senza attese. È un male sottile e terribile che porta a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto o completamente vuoto. L’unico modo per combatterla è l’Operosità, il darsi da fare.

Episodio 2 – Superbia

Rich fa conoscenza di una nuova ragazza, la bella e attraente Anakin. Tenta di attirare la sua attenzione, ma le cose non vanno come sperava. Purtroppo quando ci si vanta davanti agli altri si corre il rischio di fare brutte figure…

“Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato” Lc 18,14

Superbia: viene considerata la madre di tutti i vizi. Il nome viene dall’aggettivo latino “super”, cioè “sopra”, perché il superbo si ritiene al di sopra di tutto e di tutti. Il suo è un amore sregolato di sé, la presunzione di avere sempre ragione, di essere superiore agli altri, da trattare tutti con disprezzo e distacco. Il superbo usa gli altri come strumenti perché gli appaiono come minacce da cui difendersi. L’inganno della superbia: per valere bisogna essere al di sopra degli altri, anche di Dio stesso.

Per combattere la superbia bisogna crescere nell’Umiltà, che è la consapevolezza di essere limitati, fragili e allo stesso livello degli altri. È fondamentale coltivare un rapporto genuino con Dio, apprezzando le nostre qualità come suoi doni. È importante anche imparare a controllare l’egoismo, saper collaborare, essere capaci di accettare i successi come i fallimenti. Infatti, a volte proprio gli sbagli che facciamo ci aiutano a capire i nostri pregi e difetti, mostrandoci il vero significato dell’Umiltà.

Episodio 3 – Gola

L’uomo è ciò che mangia e Rich è davvero un “buon gustaio”. Ma va bene ingozzarsi a più non posso? C’è qualcosa che non va…

Il vizio della gola, oppure ingordigia, è un abbandono esagerato e senza controllo ai piaceri della tavola. Ma può riguardare anche attività (ne è un esempio, purtroppo, il gioco d’azzardo) e cose materiali (come il denaro e ogni tipo di bene da avere). Quando un’attività diventa assoluta e totalizzante, un idolo a cui sacrificare ogni energia, ogni attimo di tempo e interesse, allora essa diventa una schiavitù. Che sia uno sport o una passione, il rischio è sempre perdere di vista l’equilibrio, quindi trasformare qualcosa di buono in qualcosa che invece fa male e diventa un vizio.

La gola si combatte con la Temperanza, cioè la capacità di saper rinunciare, anche temporaneamente, per ritrovare il giusto equilibrio. Questa rinuncia viene chiamata Digiuno: esso permette di non soddisfare subito i propri istinti e desideri, abituando all’autocontrollo, in modo che ogni azione da compiere abbia come scopo solo il bene.

“State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso” Lc 21,34

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