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Domenica delle palme: chi sono io, davanti a Gesù che soffre?

Una scommessa finita male…

«Dio infatti ha tanto amato il mondo da mandare il Figlio unigenito perchè chiunque creda in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.» (Gv 3,16)

È la Domenica della palme e i fratelli Julio e Marvin diventano irrequieti durante la lettura della Passione: per scherzo, cominciano a darsi schiaffi l’un l’altro con le palme ricevute in chiesa, durante la Messa. La madre, per niente contenta del loro comportamento, li rimprovera e i due per un attimo si calmano. Per ammazzare il tempo, i fratelli decidono allora di fare una scommessa: chi riesce a gridare “crocifiggilo!” più forte, guadagnerà un dollaro. Una volta fatto, il più giovane dei fratelli vivrà un’esperienza inaspettata…

Realizzato da Outside da Box e dagli NFP & Spirit Juice Studios, “Palm Sunday” ha l’obiettivo di provocare in maniera significativa il cuore di chi lo visiona. E se capitasse a noi di vivere un’esperienza simile a quella di Julio? Come ci sentiremmo? Certamente non c’è bisogno di ricevere visioni o vivere esperienze mistiche, per essere più consapevoli della gravità del peccato verso Cristo. In tal senso, basterebbe anche un serio esame di coscienza e il rivedere sinceramente la nostra vita alla luce di Dio.

Davanti alla consapevolezza del peccato, non dobbiamo però lasciare spazio all’autocommiserazione. Per quanto le nostre colpe siano più o meno gravi, il pentimento non deve essere accompagnato dall’autoflagellazione. Non possiamo restare fermi al Venerdì Santo e vivere da disperati che non meritano la misericordia.

È doloroso comprendere che i nostri peccati fanno soffrire il Signore e, ancor di più, sapere che nonostante tutto lui si dona comunque per concederci la salvezza. E ce la meritiamo? Meritiamo, da uomini meschini, fragili, inconstanti, peccatori, di essere salvati?

«Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.» (Gv 15,13)

L’amore di Dio è più grande di quanto possiamo immaginare. Ed ecco perché questa settimana siamo chiamati a ripercorrere le tappe degli ultimi momenti della vita terrena di Cristo: per riscoprire questo mistero d’amore e per incontrare alla fine il Signore vivo e risorto!

Aprire le porte e far entrare il Re!

Il lungo brano della Passione di Nostro Signore viene letto in questa particolare Domenica. È l’apertura della Settimana Santa, il cuore di tutto l’anno liturgico.

Per entrare in questo mistero d’amore, bisogna incamminarsi insieme a Gesù che arriva a Gerusalemme, dove il popolo, tra palme e ulivi, accoglie con esultanza colui che viene ritenuto Re e Figlio di Davide. Gioia che, tre giorni dopo, si trasformerà in odio.

«Questa settimana incomincia con la processione festosa con i rami di ulivo: tutto il popolo accoglie Gesù. I bambini, i ragazzi cantano, lodano Gesù.

Ma questa settimana va avanti nel mistero della morte di Gesù e della sua risurrezione. Abbiamo ascoltato la Passione del Signore. Ci farà bene farci soltanto una domanda: chi sono io? Chi sono io, davanti al mio Signore? Chi sono io, davanti a Gesù che entra in festa in Gerusalemme? Sono capace di esprimere la mia gioia, di lodarlo? O prendo distanza? Chi sono io, davanti a Gesù che soffre?

Abbiamo sentito tanti nomi, tanti nomi. Il gruppo dei dirigenti, alcuni sacerdoti, alcuni farisei, alcuni maestri della legge, che avevano deciso di ucciderlo. Aspettavano l’opportunità di prenderlo. Sono io come uno di loro?» (Papa Francesco – Domenica delle Palme, 13 Aprile 2014)

A partire dalle parole del Papa e dal video proposto, anche noi vogliamo metterci in discussione, ponendoci queste domande: chi sono io, davanti a Gesù che soffre? In questo momento della mia vita, in quali personaggi del brano della Passione mi rispecchio?

Vi auguriamo di vivere la Settimana Santa in pienezza, per poi incontrare il Risorto con gioia!

Per ulteriori chiarimenti, contattateci senza esitazione nell’apposita sezione qui sul sito, oppure sulla nostra pagina Facebook!

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