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Come distinguere il peccato dal peccatore?

Il cuore indurito dal peccato…

“Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì”. (Mt 9,9)

C’è qualcosa che sfugge al semplice ragionamento, quando prendiamo una decisione che conta nella vita. Possiamo dire senza avere paura di essere fraintesi. Che quando si prende una decisione che conta, c’è anche una grande fetta di incoscienza, di rischio, di inedito, di intuito che supera il calcolo.

Ad esempio, non si può decidere di amare una persona per tutta la vita solo per deduzione matematica. Bisogna un po’ essere incoscienti, avere il gusto del rischio, fidarsi di una parte non pienamente chiara dentro di sé. Ed è così anche per chi entra in clausura, chi decide di partire missionario o semplicemente si mette a vivere una vita degna di questo nome. Matteo si alza senza molti ragionamenti e si mette a seguire Gesù.

Certe cose vanno risolte con questa risolutezza e non con infiniti ragionamenti. Ciò non significa vivere di pancia, ma capire che se è sbagliato vivere di pancia, è anche altrettanto sbagliato vivere solo di testa. Il cuore è il luogo che si pone in mezzo a questi due estremi. Bisogna vivere di cuore!

…trasfigurato dalla misericordia.

Ma il vangelo prosegue raccontando di una polemica nata dal fatto che Gesù, senza molti convenevoli, si mette a tavola con pubblicani e peccatori. Matteo stesso fa parte dei pubblicani e a Gesù questo non sembra fare problema.

Siamo noi che viviamo la vita sempre con lo sguardo dei moralisti. I moralisti confondono il peccato con il peccatore, trasformando sempre le azioni di una persona, anche in ciò che essa è in fondo. Ma è proprio distinguendo queste due cose che si può aiutare una persona a cambiare.

Noi non siamo i nostri peccati. Noi possiamo fare dei peccati, ma siamo sempre immagine e somiglianza di Dio, cioè potenzialità di amore, di bene, di bellezza, di verità. E se le nostre azioni seppelliscono questa immagine e somiglianza, non possono però cancellarla.

Essere salvati significa trovare chi si ricorda di questa differenza e si mette a scavare nelle macerie, per recuperare ciò che sembra ormai completamente occultato.

(Mt 9,9-13)

Don Luigi Maria Epicoco

#dalvangelodioggi

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