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Aiuto, i ragazzi non partecipano agli incontri!

Allarme rosso!

Ok, il nuovo anno pastorale è appena cominciato, le parrocchie hanno finalmente riaperto i battenti con catechismo, gruppi e attività a più non posso, educatori e responsabili sono in piena fase creativa, carichi di entusiasmo dopo la pausa estiva… ma c’è qualcosa che non quadra. Noi per primi ne facciamo esperienza: a volte capita di dover constatare una scarsa partecipazione alle nostre iniziative, oppure una discontinuità nella frequenza di gruppi, catechismo e quant’altro, oppure ancora l’inattività di alcuni partecipanti. Quindi, cosa fare? Pianti, disperazioni e ceri votivi non sono contemplati (scherziamoci su)!

Perché, invece, non invogliare a riflettere sul motivo per cui si frequenta una determinata realtà ecclesiale? Insomma, se si sceglie di fare qualcosa, è perché la si ritiene in qualche modo significativa nella vita… a nessuno piace perdere tempo inutilmente! Da qui la necessità di decidere se impegnarsi con serietà o meno nel cammino insieme, a partire dall’importanza che ciascuno riveste per la Chiesa nel mondo.

Si tratta di un incontro che abbiamo proposto in ambito sia catechistico che di gruppo, quindi a fasce d’età molto diverse, ma che riteniamo adattabile davvero ad ogni destinatario (con qualche semplificazione per i più piccoli). Parola chiave: il sale, in quanto segno ricco di senso nell’Antico e nel Nuovo Testamento, di conseguenza anche nella vita cristiana.

“Il sale della terra”

Nella nostra esperienza, è sempre interessante introdurre un incontro con l’ascolto di una canzone famosa, diffusa sui media e sui social, quindi conosciuta non solo in ambito “strettamente ecclesiastico”. Ovviamente, parliamo di brani di un certo spessore… è entusiasmante coglierne i significati più nascosti e i messaggi più profondi, reinterpretandoli poi alla luce della fede. Provare per credere!

È il caso della canzone “Il sale della terra” di Ligabue, che proponiamo in apertura dell’incontro di cui sopra. In questo brano il cantautore denuncia tutta la falsità, la superficialità, l’avidità degli uomini, che invece sarebbero chiamati ad essere “sale della terra”, portatori di verità, di luce, di giustizia.

Il riferimento al Vangelo di Matteo sorge quasi spontaneo:

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente» (Mt 5,13).

Un edificante dibattito potrebbe nascere già da questi due soli elementi.

“Per una Fede che brucia”

Di recente la nostra città ha avuto il piacere di ospitare Don Luigi Maria Epicoco, che ha presentato alla Diocesi uno dei suoi ultimi libri, intitolato “Sale, non miele”. Ecco l’audio completo della sua ispirante catechesi, in cui chiarisce anche alcuni fraintendimenti sulla figura di San Francesco d’Assisi. Spesso viene dipinto come un uomo quasi smielato, che parlava con gli uccellini come fosse un figlio dei fiori, ma in realtà è un grande esempio di concretezza, di forza nella fragilità, di “sale che porta sapore”.

Nel suo libro, Don Luigi pone l’attenzione sulla vera essenza della fede: ogni cristiano è amato e chiamato da Cristo ad essere sale della terra. In che modo? Vivendo il proprio Battesimo, attraverso un percorso spirituale alimentato dai Sacramenti e dal constante impegno concreto. Essere sale non vuol dire vivere un cristianesimo fatto di belle parole, sentimenti e buonismo, ma come dice Don Epicoco:

«La fede non è un po’ di miele in bocca per imbonire l’ingoiare di qualche pillola amara. Delle volte è qualcosa che brucia, come il sale su una ferita. Ma proprio per questo le impedisce di marcire. Siamo chiamati ad essere sale, non miele».

Per nostra esperienza, questo libro merita di essere letto, riletto e soprattutto vissuto. Don Luigi, alla luce della Sacra Scrittura, espone con chiarezza le linee guida e le provocazioni per un cammino di fede maturo. Certi punti sono balsamo per il cuore e confidiamo che lo possano essere per chiunque vorrà leggere questa piccola perla di spiritualità.

Tornando al nostro incontro: certamente il riferimento a quanto appena detto, a San Francesco, a cosa voglia dire nel concreto essere sale, può alimentare ulteriormente il dibattito proposto.

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3 pensieri riguardo “Aiuto, i ragazzi non partecipano agli incontri!

    1. Buonasera, condividiamo pienamente quanto da lei scritto. Infatti, abbiamo riportato che in questo brano il cantautore denuncia tutta la falsità, la superficialità, l’avidità degli uomini, che invece sarebbero chiamati ad essere “sale della terra”, portatori di verità, di luce, di giustizia. Abbiamo evidenziato questo contrasto, presentato certamente con amara ironia da Ligabue, riassumendo tra l’altro quanto scritto nell’articolo che ci ha linkato. Inoltre, come avrà sicuramente notato, abbiamo proposto il brano in questione solo in apertura di un eventuale incontro, nel quale poi sviluppare e completare meglio la tematica con gli ulteriori elementi suggeriti. Grazie!

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