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Abramo e i sogni che fanno battere il cuore

Abramo ha paura di non uscire da quella situazione, rimanendo un eterno infelice, dato che non potrà avere ciò che desidera, una vera discendenza. Ha paura del futuro, di ciò che potrebbe o non potrebbe accadere. Ma, nonostante le preoccupazioni, sceglie di credere ancora una volta, continuando così a sperare nelle promesse di Dio.

“Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle»”.

È con la meraviglia che il Signore riaccende il cuore di Abramo. Contare le stelle del cielo è impossibile, sarebbe come misurare l’amore di Dio e la grandezza dei suoi sogni. Però possiamo ammirarle. Quanto è bello un cielo stellato, soprattutto quando è anche attraversato da una stella cadente! È come se Dio ci parlasse attraverso la meraviglia del creato, donandoci serenità. Le stelle ricordano l’affetto di una carezza che ci dà qualcuno che tiene a noi. È come lo sguardo di una madre nei confronti del proprio bimbo. Uno sguardo che sussurra: “Sei il mio prodigio e io ti amo”.

Ci sono voluti venticinque anni per vedere realizzarsi la promessa del Signore: la nascita del figlio Isacco.
Anche per noi c’è una “discendenza”, un progetto che Dio vuole realizzare con la nostra collaborazione. Solo alla fine vedremo il bellissimo mosaico del quale al momento conosciamo solo una piccola parte. Santa Maria dell’Incarnazione, al secolo Guyart Martin, diceva:

“Se potessimo con un solo colpo d’occhio interiore vedere quanto vi è di buono e misericordioso nel disegno di Dio su ciascuno di noi — anche nelle cose che chiamiamo disgrazie, dispiaceri, afflizioni — saremmo tanto felici da gettarci tra le braccia della volontà divina con l’abbandono di un piccolo che si getta tra le braccia di sua madre. Agiremmo, in ogni circostanza, con l’intenzione di piacere a Dio, poi, ci manterremmo in un santo riposo, ben certi che Dio è nostro Padre e desidera la nostra salvezza più di quanto la desideriamo noi stessi.”

“C’è che ormai che ho imparato a sognare, non smetterò…” Negrita

Chiara Corbella Petrillo diceva che bisogna fare ogni giorno piccoli passi possibili. Partire da quello che quotidianamente possiamo fare per raggiungere un obiettivo. Noi abbiamo dei sogni. Se crediamo che siano sogni secondo il Vangelo, secondo la volontà di Dio, dobbiamo chiedere a Dio aiuto, e se i nostri sogni sono secondo quella che è la sua volontà, egli ci aiuterà a realizzarli. Dalle nostre parti si dice: “Aiutati che Dio ti aiuta”, per ricordarci che noi dobbiamo fare il nostro e Dio farà il resto.

Abramo ci insegna che bisogna perdere per trovare, lasciare per ricevere, rinnegare per poter seguire e che è necessario sperare contro ogni speranza. Se coltiviamo dei sogni che fanno battere il nostro cuore, ricordiamoci che abbiamo vicino qualcuno che ci indica la strada per la nostra felicità. E di questo qualcuno dobbiamo fidarci, ha dato la vita per realizzare il suo sogno più grande: salvarci!

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