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Abramo e i sogni che fanno battere il cuore

Una cosa che ci caratterizza come esseri umani è la capacità di portare avanti un sogno. Questo tema ha sempre accompagnato l’uomo nel suo cammino di vita. Il mondo non è forse ricco di persone che hanno realizzato i propri sogni con tanti sacrifici, lasciando un segno nella storia? La vita è una strada piena di ostacoli e bisogna sempre fare i conti con la realtà, soprattutto quando ciò che avevamo desiderato sembra essere destinato a morire. Come portare avanti una speranza? A cosa dobbiamo dare retta? Alla realtà che tende a scoraggiarci, o a ciò che abbiamo nel cuore? Come facciamo a non frenare i sogni che fanno battere il nostro cuore? Un esempio di tutto questo è il patriarca Abramo.

Padre della fede

In maniera inaspettata, Abramo viene chiamato da Dio, che gli chiede di lasciare tutte le sue certezze e di iniziare un viaggio, nel quale dovrà abbandonare il sicuro per l’insicuro. Dio non gli dice in quale luogo dovrà andare, gli dà solo una direzione. Il primo passo da fare è partire, mettersi in viaggio, fidandosi pienamente. Ma cosa spinge Abramo ad abbandonare tutto e andar via per una destinazione ignota?

“Il Signore disse ad Abram: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra.»” Gen 12,1-3

Dio fa una promessa: quest’esperienza non sarà inutile, perché insieme ad Abramo realizzerà qualcosa di grande. Dove c’è una chiamata di Dio, c’è sempre una promessa. Anche noi, come Abramo, siamo stati scelti per compiere cose grandi nella nostra vita. I sogni sono dono di Dio: sono quelle tracce che guidano il cuore nella ricerca della felicità. Così Abramo lascia tutto e parte verso la terra indicata. Si fida e la speranza lo accompagna in questo suo viaggio. Purtroppo le promesse non si realizzano immediatamente e il dubbio lo assale.

Abramo desidera ardentemente un figlio, una discendenza. Se Dio gli ha fatto una promessa, perché non si è ancora realizzata? Questo capita anche a noi: quante volte ciò che desideriamo non arriva? Quante volte il silenzio è la risposta alle nostre preghiere? La fede è una continua lotta con la dura realtà e in certi momenti ci sentiamo abbandonati da Dio, soprattutto quando il dolore bussa alla porta. Come faccio, Signore? Non vedi i problemi, i dolori, le fatiche e le ferite che ogni giorno porto dentro? 

“Non sia turbato il tuo cuore…”

“Come puoi dirmi di non temere quando tutto mi sembra una minaccia e un ciclo continuo di sofferenza? Come posso avere questo sogno nel cuore se poi non potrò realizzarlo?” I dubbi di Abramo non nascono dai sentimenti, ma dalla realtà dei fatti: sua moglie Sara è sterile. Come può avere una discendenza? È impossibile! Allora sceglie una soluzione nata dalla logica umana: avere un figlio dalla sua schiava. Così nasce Ismaele e Abramo per un attimo si convince che era quello il modo in cui si sarebbe compiuta la promessa di Dio. Per un attimo pensa di aver realizzato finalmente il suo sogno.

“Dopo tali fatti, fu rivolta ad Abram, in visione, questa parola del Signore: «Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo. La tua ricompensa sarà molto grande.» Rispose Abram: «Signore Dio, cosa mi darai? Io me ne vado senza figli e l’erede della mia casa è Elièzer di Damasco». Soggiunse Abram: «Ecco, a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede». Ed ecco, gli fu rivolta questa parola del Signore: «Non sarà costui il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede». Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle»; e soggiunse: «Tale sarà la sua discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.” Gen 15,1-6

Il Signore dice ad Abramo che il suo progetto si sarebbe compiuto in maniera diversa. Anche noi abbiamo dei sogni e immaginiamo come dovrebbero realizzarsi. Pianifichiamo tutto nei minimi dettagli e quando qualcosa non va come avevamo pensato, ci arrabbiamo e restiamo delusi. Spesso nel cercare una soluzione facciamo ricorso a compromessi o bariamo con dei principi, ma non è questo che può darci una vera gioia. Che cosa rimane di un sogno realizzato senza nessun sacrificio? Dove conduce la strada della vita facile?

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