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L’uomo che inventò il Natale

«Un’ispirazione benedetta ha messo un libro nella testa di Charles Dickens, una felice ispirazione del cuore che anima ogni pagina. È impossibile leggerlo senza sentire il cuore ardente e le guance arrossate, combattuti tra l’amore e la vergogna per la nostra specie.» (John Forster)

Cari lettori,

Da diverso tempo desideriamo porre alla vostra attenzione un film che abbiamo visionato ormai diversi mesi fa: “Dickens – L’uomo che inventò il Natale”. Potremmo dire che il momento è quello propizio!

Si tratta di una ricostruzione piuttosto fedele, anche se certamente a tratti romanzata, delle vicende che hanno portato il celebre scrittore inglese Charles Dickens a comporre una delle sue opere più amate: “Canto di Natale”. La fama di questo racconto è sconfinata, tanto da aver ispirato anche diverse trasposizioni cinematografiche. Molto in breve, esso tratta del vecchio egoista e avaro Scrooge, che si ritrova a fare i conti con la propria coscienza, dopo la visita dei fantasmi del Natale passato, presente e futuro. I tre spiriti mettono a nudo la sua crudeltà, la sua solitudine, tutta la sua povertà d’animo, alla quale nessuna ricchezza da lui posseduta potrà mai porre rimedio. A meno che una scelta diversa non scatti nel suo cuore…

Ma torniamo al nostro film. È molto interessante, proprio perché in esso si intrecciano le vicende umane di Dickens a quelle fittizie del suo personaggio Scrooge. L’autore lo disprezza, ma in realtà è costretto a confrontarsi con lui, alla fine quasi si identifica in lui, lungo il processo creativo di composizione dell’opera. Questo travaglio scaraventa Dickens di fronte alle sue mancanze, alle sue incoerenze, alle sue cattiverie. Si tratta di un passaggio che coinvolge anche lo spettatore in prima persona: è semplice detestare un personaggio come Scrooge, però quanto egoismo alberga nel nostro cuore? È facile pensare che in fondo lui meriti la solitudine, che se la sia cercata, ma noi invece cosa meritiamo? È scontato dire quanto la felicità non risieda nei beni materiali, però noi quanto siamo attaccati ad essi?

Che il Natale possa essere consapevolezza di ciò che siamo, coscienza del passato da cui veniamo, impegno per il presente che costruiamo e speranza per il futuro in cui crediamo!

«Auguro a tutti voi molti, molti Natali felici, tante amicizie, una grandissima quantità di ricordi gioiosi e il paradiso per tutti noi. In questo giorno di speranza non terremo lontano niente dal nostro focolare e chiunque sarà il benvenuto. Benvenuto a ciò che è stato, a ciò che è e a ciò che speriamo sarà, in questo riparo sotto l’agrifoglio. Auguro buon Natale a ciascuno di noi!» (Charles Dickens)

Auguri! Il team È il Cielo che regge la Terra

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